10/09/2007 09:04 in
varie 
Descrizione del film: In diretta dalla fase REM
Trama del film: Stephane (Gael Garcia Bernal) è un timido ragazzo giunto a Parigi a lavorare in un piccolo ufficio di stampa. Il suo amore per Stephanie (Charlotte Gainsbourg)lo porterà ad acuire il suo disagio che lo vede vivere sempre a metà fra sogno e realtà.
Capita, nel passaggio dal titolo originale all’adattamento tradotto, che si passi da “Scienza del sogno" ad "Arte del sogno" che in qualche modo rappresenta il film, ma ne toglie una parte di significato.
La pellicola si basa sulla Casualità Sincronizzata Parallela, che spinge Stephane (Gael Garcia Bernal) a cercare qualcuno che possa condividere il suo mondo di cartone, animato dai suoi colleghi di lavoro inetti, sottomessi o ossessionati dal sesso e dalla sua capacità di creare, radicata talmente in se stesso da contaminare la sua esistenza reale.
Nel
sogno tutto è come dev'essere, come lo si desidera. Uno show televisivo dei pensieri, ricordi, scene a cui vorremmo assistere, persone che vorremmo accanto.L'incontro con Stephanie sarà decisivo anche per i sogni di Stephane, tanto da portarlo a condividere tutto il suo mondo: pupazzi di pezza, nuvole di cotone, l'"anarchia del cellophane" e la sua intera casa fatta di foreste bianche in barche di tessuto, di musica e colori.
Una vita così porta con sé uno smarrimento interiore, una pietà di se stessi e la creazione di idoli poco coerenti con la realtà, che spaventano e allontanano invece di avvicinare e affascinare. Questo è il disagio maggiore che sarà affrontato: il desiderio soggiogante verso qualcuno che sa capirci solo in parte, mentre la razionalità blocca l'accettazione verso quella più importante.
Andando aldilà di ciò che sarebbe abbastanza, ovvero la poesia delle immagini che già di per sé lasciano senza fiato, si coglie come Gondry abbia proiettato il suo modo di essere e di apparire, cercando di manifestare il disagio di chi inventa e costruisce senza filtri, di chi, con l'immaginazione, riesce davvero a comunicare meglio di chi si diletta con parole senza costrutto e banalità mascherate da novità.
E’ un film molto lineare; visivamente chiaro, sebbene l'intento fosse proprio confondere calcando la mano sulla difficoltà di distinzione fra reale e immaginato. Già in "
Eternal Sunshine of a Spotless Mind" si assiste ad un caos creativo, un insieme che non stanca, che mantiene il suo senso senza troppi processi mentali, ma spiegando tutto, a tempo debito, solo quando serve.Gli interpreti scelti sono convincenti e motivati, la delicatezza di Charlotte Gainsbourg e la tenerezza di Bernal sono perfettamente sincronizzate. In una Parigi, sconosciuta ai più, splendido teatro delle allucinazioni di Stephane e degli incontri-scontri dell'esistenza sonnambula, il fascino della rappresentazione crea un mondo a parte, in cui rifugiarsi saltuariamente.